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Il Cashmere.

Il cashmere è una pregiatissima fibra tessile che la natura ha voluto donare a un solo animale, la capra hircus, per proteggersi dai climi gelidi che regnano nell’area geografica a cavallo fra Cina, India e Pakistan. La sua storia affonda le radici nell’antichità delle leggende, che lo raccontano per la prima volta richiesto dal sultano del Kashmir nel quindicesimo secolo, e utilizzato poi come dono di nozze per le promesse spose. Tessuto inizialmente solo per i nobili e per i monaci tibetani, che nella sua morbidezza si riscaldavano durante la meditazione, ha mantenuto nel tempo la sua esclusività e le caratteristiche di elevata qualità che ne fanno un prodotto unico. Dalla lontana Asia, il percorso del cashmere ha cavalcato quello dei grandi tempi della colonizzazione fino ad arrivare in occidente: furono infatti i membri della Compagnia delle Indie Orientali, nel Settecento, a portarlo per la prima volta in Europa.

Ciò che fa del cashmere un prodotto prezioso e inimitabile, ancor prima della maestria nella lavorazione, è il contesto climatico e naturale in cui questo viene raccolto. In molti, nel tempo, hanno infatti tentato invano di riprodurlo: sebbene le capre hircus riescano a sopravvivere in ambienti diversi, sono le particolari caratteristiche atmosferiche della terra di origine che rendono il loro pelo, e quindi il filato, così caldo e morbido al tatto.

Ogni fase di lavorazione del cashmere, dalla raccolta fino alla tessitura, richiede notevole esperienza e un’estrema attenzione alla qualità e alla ricerca.

La materia prima originale proviene dal sottovello della capra, la parte che ricopre l’addome dell’animale, dove il pelo è corto, liscio e soffice e protegge efficacemente dal freddo. La raccolta avviene nella stagione primaverile, durante il periodo di muta, quando il pelo fine cade naturalmente e viene sottoposto a una delicatissima pettinatura per circa venti minuti ogni tre o quattro settimane: si ottengono così i filamenti dalla radice, senza sfibrarli.

Il duvet (così viene chiamato il sottovello raccolto) è pronto per passare alle fasi successive. Le fibre vengono selezionate accuratamente, separate in base alla loro finezza e sottoposte a lavaggio. Con l’egiarratura vengono eliminati elementi di sporcizia come materie vegetali e peli setolosi esterni. Si procede alla filatura, processo fondamentale nella lavorazione del cashmere, durante il quale il materiale viene trasformato in fili finissimi, quindi alla roccatura, processo con cui si elimina qualsiasi impurità residua o fibra estranea con sistemi ottici ad alta tecnologia. L’ultimo processo è quello della ritorcitura, fase in cui i fili singoli vengono appaiati a due a due oppure a tre o a sei capi per essere avvolti gli uni sugli altri fino a formare delle matasse.

Da qui in poi, l’abilità dei maestri artigiani e le tecnologie più innovative trasformano i filati più pregiati nei prodotti esclusivi della linea Barna Cashmere.

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Barna Cashmere

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